FOBELLO
- Numero abitanti: 245
- Denominazione: Fobellesi
- Sub-area: Val Mastallone
- Superficie: 29,32 Kmq
- Altitudine: 873 s.l.m.
- Distanza: 80 Km da Vercelli
- Festa Patronale: San Giacomo
Presso il rumoreggiante Mastallone, in una valle chiusa tutt’intorno da alti monti, al riparo dai venti, Fobello gode di un’aria eccezionalmente salubre e, da replicate prove e da giudizi di sommi medici, dichiarata favorevole alla guarigione delle fatali malattie polmonari.
La popolazione è tutt’altro che povera, molti degli abitanti emigrando vanno in fortuna; il paese è civile, di belle case anche con lusso arredate e di ottimi alberghi fornito e molti forestieri vanno a godere in estate la tranquillità della vita primitiva in quel salubre recesso.
Ivi è pure stazione e centro di convegno di molti “touristes” massima Inglesi ed alpinisti. È proverbiale l’avvenenza e la robustezza delle donne dette “Amazzoni delle Alpi” ed il loro vestiario uniforme, ricchissimo e pittoresco che dicesi simile a quello delle antiche donne di Scio in Grecia.
Da “LA NOVARA SACRA” del Vescovo Venerabile Carlo Bescapè.
L’origine di Fobello risale alla prima metà del 1300 quando gli stanziamenti estivi di pastori risalenti la Valmastallone divennero permanenti. Inizialmente sorsero le frazioni alte distribuite sui pendii utilizzati come pascoli, in seguito si sviluppò nel fondovalle il Centro.
All’inizio del 1600 la popolazione superava le 1000 unità e si mantenne così fino alla fine del 1800. Essa viveva di pastorizia, di agricoltura di sostentamento e di emigrazione. I flussi migratori all’inizio del 1600 erano diretti principalmente a Torino dove le professioni esercitate erano quelle del commerciante di vino, dell’oste, del salsicciaio. A partire dalla fine del 1800 questi flussi migratori si spostarono in tutta Europa ed i Fobellesi si distinsero nella professione alberghiera: Fobello si affermò come rinomato centro di villeggiatura con i suoi alberghi famosi per la pulizia e la buona cucina.
A Fobello sono ancora vive numerose antiche tradizioni, durante la maggior parte delle quali le donne indossano il coloratissimo costume. Il costume di Fobello ha origini antichissime, è prezioso e di grande bellezza.
Nella piazza del paese, l’ultima domenica di Carnevale, viene distribuita a tutti la gustosissima Paniccia, una Zuppa di verdura con trippa e salamini e la Canzone di Carnevale, nella quella si narrano in modo scherzoso i fatti dell’anno. Il mercoledì delle Ceneri, gruppi mascherati vanno di frazione in frazione armati di campanacci, latte vuote e tutto ciò che può essere utile a fare rumore a disturbare il sonno degli abitanti; questa usanza in dialetto locale è chiamata “sunè i rait”. In occasione del Corpus Domini, le Cappelle della Via Crucis vengono fiorite, ai balconi vengono esposte le lenzuola più preziose delle spose e in prima fila, davanti alle donne in processione, le bambine in costume portano cestini colmi di fiori da spargere al passaggio dell’Ostia Consacrata. Altre due processioni in costume si svolgono il 25 luglio, giorno del Santo Patrono, San Giacomo; e il 15 agosto festa della Madonna. Il Giorno dei Santi i giovani di Fobello si ritrovano nella piazza della Chiesa per accendere un grande fuoco, sulle cui braci verranno arrostite le castagne caldarroste che saranno distribuite ai passanti prima e dopo la Messa.
Il battesimo a Fobello si svolge in modo davvero particolare: il bambino viene messo dentro ad una culla di legno intarsiato con fiori dipinti in rosso e in verde, poi si copre il piccolo con un lenzuolino e con un panno rosso su cui è ricamata in oro la frase: “La natura sorride nei fiori, Dio nei bimbi”. Il bambino, benchè coperto, può tranquillamente respirare perchè il panno è sostenuto da un arco di legno. Dopo che si è coperta la culla in questo modo, si passano tre giri di ligam, il tipico nastro colorato tessuto a mano, intorno alla culla per la sicurezza del bambino. La culla viene poi posta sulla testa di una ragazza in costume la quale la porterà in equilibrio sul capo, seguita dai genitori del piccolo, dai parenti e dagli amici, fino sotto al portico della chiesa, qui il bambino è preso in braccio dalla madrina e accolto dal prete che lo benedice; a questo punto si entra in chiesa per il rito religioso. All’uscita della funzione la ragazza, con la culla in testa, compie tre giri su se stessa perchè il piccolo battezzato diventi un buon o una buona ballerina.


